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Il Combustibile Solido Secondario (CSS) non è più rifiuto

Il combustibile derivato da rifiuti, denominato combustibile Solido Secondario (CSS), non è più rifiuto e può essere utilizzato nei cementifici e nelle grandi centrali di produzione energetica.

Il 25 febbraio 2013, il Ministro dell’Ambiente e della tutela del mare ha firmato il decreto Ministeriale che sancisce la cessazione della qualifica di rifiuto dei Combustibili Solidi secondari derivati da rifiuti, ai sensi dell’art. 184-ter del D. Legs. 152/2006 e s.m.i.
Si definisce CSS (Combustibile Solido secondario) il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di speciazione individuate dalle norme tecniche UNI CeN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni.
Il combustibile deve essere prodotto in impianti autorizzati al trattamento dei rifiuti o in impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata ambientale, dotati di certificazione ambientale di qualità secondo UNI 15358 o registrati EMAS.
Sono ammessi solo rifiuti urbani o speciali non pericolosi con esclusione dei rifiuti riportati nell’allegato 2; si possono comunque utilizzare anche altri materiali che non siano rifiuti purché etichettati come non pericolosi ai sensi del regolamento CE 1272/2008 (CLS) sull’etichettatura delle sostanze e delle miscele.
L’utilizzo del combustibile deve avvenire  solo in cementifici con capacità di produzione superiore a 500 ton/giorno di clinker od impianto di combustione con potenza termica superiore a 50 MW. I CSS debbono essere suddivisi  per lotti , accompagnati da una dichiarazione di conformità (allegato 4), a cura del produttore, ai requisiti previsti dall’allegato 1.

Allegato il testo del DM.

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