Autorizzazioni ambientali
Ecochem Group S.p.A.

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Autorizzazioni ambientali

Autorizzazione scarico acque

La normativa ambientale (D.Lgs. 152/06 art. 73, comma 1, lettera gg) e ff)) definisce come acque di scarico “tutte le acque reflue provenienti da uno scarico” e come scarico “qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione”.

Al titolo terzo “Tutela dei corpi idrici e disciplina degli scarichi” sono disciplinate la tutela quantitativa e qualitativa della risorsa e il risparmio idrico; in questo panorama è inserito l’obbligo di autorizzazione allo scarico per le attività che utilizzano acqua nel loro ciclo produttivo.

In ambito regionale si inserisce il nuovo Piano di Tutela delle Acque, approvato con Delibera del Consiglio Regionale del Veneto n. 107 del 5 novembre 2009, pubblicato nel BUR ____ 2010, che prevede di autorizzare, presso l’ente competente, anche lo scarico di acque meteoriche, sotto precise condizioni di dilavamento delle superfici esposte.

Ecochem S.r.l. supporta il cliente nella stesura della pratica autorizzativa per lo scarico di acque in corso superficiale e sul suolo (ente territorialmente competente Provincia) e in rete fognaria (ente territorialmente competente gestore fognatura). Il laboratorio interno di Ecochem è in grado, inoltre, di effettuare tutte le analisi chimiche e microbiologiche previste dalla attuale normativa.

Autorizzazioni rifiuti

La disciplina che regola la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, da quelli speciali a quelli urbani, classificati pericolosi e non pericolosi, è complessa e delicata. Ecochem S.r.l. offre una lunga esperienza ed un'affidabilità garantita nell'assistenza dei propri clienti, sin dai primissimi passi: dalla determinazione dell'effettiva natura di “rifiuto” del materiale indesiderato, al campionamento e classificazione del rifiuto fino alle varie pratiche da gestire, sia per quanto riguarda le autorizzazioni al trasporto, che per la gestione dei rifiuti.

Processi autorizzativi per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti

Gli atti amministrativi che permettono ad una ditta di poter trattare dei rifiuti seguono due regimi:

  • regime semplificato (art. 216 D.Lgs. 152/06 e s.m.i. , D.M. 5 febbraio 1998 e s.m.i. e D.M 161/2002)
  • regime ordinario (art. 208 D.Lgs. 152/06 e s.m.i.)

Il regime semplificato riguarda i rifiuti pericolosi e non pericolosi e si configura come attività di recupero. Al termine dell’iter autorizzativo, che Ecochem S.r.l. può seguire interamente o in parte per conto dei suoi clienti, si ottiene una Iscrizione al registro delle attività di recupero.

Il regime ordinario riguarda rifiuti pericolosi e non pericolosi e si configura come attività di recupero o come attività di smaltimento. Al termine dell’iter autorizzativo, si ottiene un decreto dell’ente competente al rilascio.

Gli enti preposti sono, in scala locale, la Provincia, territorialmente competente, e la Regione. Per alcuni tipi di operazioni di recupero e smaltimento, e per determinati quantitativi, le attività riguardanti i rifiuti ricadranno in A.I.A. (link al sito) previa V.I.A. o verifica di assoggettabilità alla V.I.A.

Trasporto rifiuti

Il trasporto su strada di rifiuti speciali e urbani, classificati speciali e pericolosi  è soggetto ad iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (D.Lgs. 152/06 e s.m.i. art. 212 comma 5).

I professionisti di Ecochem S.r.l. affiancano i clienti per ottenere l'iscrizione a questo Albo che è un requisito per lo svolgimento di:

  • attività di raccolta e trasporto di rifiuti
  • attività di bonifica dei siti
  • attività di bonifica dei beni contenenti amianto
  • attività di commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi 

Inoltre l’iscrizione all’Albo è necessaria per le seguenti categorie di gestione rifiuti:

  • trasporto dei propri rifiuti (d.Lgs. 152/06 e s.m.i. art. 212, comma 8) (produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti)
  • iscrizione in modalità semplificate per la Gestione semplificata RAEE - Sono tenuti ad iscriversi: (D.M. 8 marzo 2010, n. 65)
    - distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE)
    - trasportatori di RAEE che agiscono in nome dei distributori di AEE
    - installatori e gestori di centri di assistenza tecnica di AEE incaricati dai produttori di tali apparecchiature
  • iscrizioni per il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri nel territorio italiano di cui all’articolo 194, comma 3, del D. Lgs 152/2006 e articolo 212, comma 12, del D. Lgs 152/2006

I.P.P.C. ed A.I.A.

I.P.P.C.

L’ I.P.P.C. - Integrated Pollution Prevention and Control, ovvero controllo e prevenzione integrata dell'inquinamento, rappresenta una nuova strategia, comune a tutta l'UE, esplicitata con la direttiva europea n. 96/61/CE del 24.09.1996, chiamata appunto direttiva IPPC.
Il recepimento italiano della direttiva IPPC è stato attuato con il D. Lgs. 372/99 e il D. Lgs. 59/09, i cui principi sono stati integralmente assorbiti dal Testo Unico Ambientale, tramite il D. Lgs 128/2010.

L'I.P.P.C., al fine di aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione, si basa sui seguenti principi generali:

  • prevenire l’inquinamento utilizzando le migliori tecniche disponibili
  • evitare fenomeni di inquinamento significativi
  • evitare la produzione di rifiuti oppure, ove ciò non sia possibile, favorirne il recupero o l’eliminazione
  • favorire un utilizzo efficace dell’energia
  • organizzare il monitoraggio ambientale in modo integrato
  • prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze
  • favorire un adeguato ripristino del sito al momento della cessazione definitiva dell’attività.

Le attività soggette alla normativa I.P.P.C. sono:

  • attività energetiche
  • produzione e trasformazione dei metalli
  • industria dei prodotti minerari
  • gestione dei rifiuti
  • altre attività (cartiere, allevamenti, macelli, industrie alimentari, concerie...).

Se l’attività industriale della propria azienda rientra nel campo di applicazione della direttiva I.P.P.C. 96/61/CE (link al sito web) e dei decreti di recepimento nazionali, si dovrà fare richiesta all’Autorità Competente per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).

Quest'ultima prevede l’utilizzo, da parte delle aziende, delle Migliori Tecniche Disponibili (o MTD) – in inglese BAT (Best Available Techniques )- che consentono di limitare il più possibile la produzione di emissioni nocive nell'ambiente.

A.I.A.

L'A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) è il provvedimento, disciplinato dalla parte II del D. Lgs. n. 152/2006, che autorizza l'esercizio di un impianto industriale imponendo misure tali da evitare (o ridurre) le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo per conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso.

L'autorizzazione integrata ambientale sostituisce e raggruppa in un unico provvedimento:

  • l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera
  • l’autorizzazione allo scarico 
  • l’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e recupero rifiuti
  • l’autorizzazione allo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT 
  • l’autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivati dal processo di depurazione in agricoltura

Autorizzazione paesaggistica

Dal 1 gennaio 2010 è entrata a regime la procedura per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica prevista dall’art. 146 del decreto legislativo 42 /2004 (Codice dei beni culturali) e viene così a decadere il regime transitorio più volte prorogato negli ultimi anni.La nuova disciplina trova applicazione anche ai procedimenti che alla data del 31 dicembre 2009 non si sono ancora conclusi con l’emanazione dell’autorizzazione.
 
La procedura ordinaria prevista dall’art. 146 del D.Lgs 42/04, di competenza regionale, è caratterizzata dall’intervento della Sovrintendenza non più in via successiva, ma preventiva, attraverso il rilascio di un parere di natura vincolante, da acquisire all’interno del procedimento stesso di rilascio di autorizzazione.

Valutazione di Incidenza Ambientale (V.INC.A.)

Con Valutazione di Incidenza Ambientale si intende il procedimento scientifico ed amministrativo atto a determinare l'incidenza delle azioni antropiche sulle componenti naturalistiche più pregiate del territorio, in modo da ridurre ai minimi termini possibili la riduzione della biodiversità.

La metodologia di analisi delle azioni potenzialmente incidenti della ditta corrisponde e riprende quella dell'analisi degli impatti utilizzata all'interno della Valutazione di Impatto Ambientale di riferimento: essendo, però, la finalità e la filosofia delle due procedure assolutamente differenti, in ambito di V.Inc.A. i recettori di riferimento risultano essere le specie più sensibili e gli habitat più pregiati di S.I.C. (Siti di Importanza Comunitaria) e Z.P.S. (Zone a Protezione Speciale) in questione.

In generale, la metodologia per la valutazione delle incidenze può essere sintetizzata come di seguito:

  1. identificare le azioni potenzialmente incidenti del progetto proposto, evidenziando il differenziale (quando presente) tra stato attuale dell'attività in analisi e stato di progetto
  2. attraverso la cartografia a disposizione, quantificare la distanza tra area di progetto e sito della rete Natura 2000 (inserire link web) più prossimo
  3. analizzare l'areale più ampio tra quelli delle ricadute delle azioni individuate
  4. caso a: l'areale individuato è comunque esterno al sito Natura 2000 (inserire link web) e quindi l’incidenza è nulla o non significativa
    caso b: l'areale individuato ricade all'interno dei confini amministrativi del sito Natura 2000, per cui si procede con un ulteriore step
  5. identificazione di habitat e specie più fragili e sensibili del sito e valutazione delle incidenze dell'attività in progetto su di esse

La metodologia applicata per la redazione dello Screening di Incidenza Ambientale si basa sulla normativa europea, nazionale e regionale.

Riferimenti normativi

D.G.R. 3173 del 10 ottobre 2006 che aggiorna e sostituisce il D.G.R. 4 ottobre 2002, n. 2803 "Attuazione della direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997 – guida metodologica per la Valutazione di Incidenza e procedure operative"

D.Lgs. 152 del 3 Aprile 2006 "Normativa in campo ambientale"

D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 "Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche"

Direttiva 92/43/CEE del 21-5-1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche

Direttiva 2009/147/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici

Verifica di assoggettabilità alla V.I.A.

Per alcune tipologie di attività e per determinate potenzialità operative, il cliente ha necessità di affrontare una verifica di assoggettabilità alla V.I.A., più brevemente screening alla V.I.A.

La Verifica di Assoggettabilità alla V.I.A. è una procedura amministrativa che fornisce all’ente preposto gli strumenti adeguati a determinare un giudizio di compatibilità ambientale sull’opportunità che il progetto si assoggettato o meno alla V.I.A.

Lo Studio Preliminare Ambientale, identificato con l'acronimo S.P.A., è l'elaborato che il proponente di un progetto redige per permettere all'amministrazione interessata di elaborare un giudizio di assoggettabilità o meno alla V.I.A., valutando gli impatti negativi che l'opera potrebbe avere sull'ambiente.

Per progetto si intende non solo una unità operativa nuova, ma anche il trasferimento di una produzione o, più semplicemente modifiche o estensioni di progetti già autorizzati, realizzati o in fase di realizzazione, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull'ambiente.

Riferimenti normativi

D.Lgs. 152/2006 e successive modificazioni - Capo II, Art. 20

ALLEGATO V - Criteri per la Verifica di assoggettabilità di cui all'art. 20

  1. Caratteristiche dei progetti
  2. Localizzazione dei progetti
  3. Caratteristiche dell'impatto potenziale

Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)

La Valutazione di Impatto Ambientale, identificata con l'acronimo V.I.A., è una procedura amministrativa che fornisce gli strumenti adeguati a determinare la qualità e l'entità delle influenze delle azioni umane sull'ambiente, inteso sia come ambiente naturale che come ambiente di vita.

Lo Studio di Impatto Ambientale, identificato con l'acronimo S.I.A., è l'elaborato che il proponente di un progetto redige per permettere all'amministrazione interessata di operare una valutazione sugli impatti negativi che l'opera potrebbe avere sull'ambiente.

Ecochem S.r.l. è in grado di seguire e supportare il cliente sin dalle prime fasi della progettazione, sia indicando le migliori soluzioni ai problemi ambientali già nelle fasi preliminari, sia per determinare il tipo di iter autorizzativo necessario. La complessa procedura di V.I.A. richiede un lavoro multidisciplinare coordinato e coerente: Ecochem S.r.l. si avvale, oltre che di professionalità interne molto qualificate, di collaboratori esterni di assoluta e provata fiducia.

Il laboratorio risulta essere, anche in questo caso, un fondamentale strumento di supporto non solo durante la fase dell'iter autorizzativo, ma anche nella fase successiva di monitoraggio e verifica.

Riferimenti normativi
Normativa Nazionale

Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - Parte II e s.m.i. "Norme in materia ambientale"

Legge 18 aprile 2005, n. 62 "Linee guida per l'utilizzo dei sistemi innovativi nelle valutazioni di impatto ambientale"

Decreto 1 aprile 2004 "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2004"

Legge 23 marzo 2001, n. 93 – art. 6 "Disposizioni in campo ambientale"

Legge 29 dicembre 2000, n. 422 – art. 24 "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità Europee - Legge Comunitaria 2000"

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 settembre 2000 "Modificazioni ed integrazioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 settembre 1999, per l’attuazione dell’art. 40, primo comma, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, in materia di valutazione dell’impatto ambientale"

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 settembre 1999 "Atto di indirizzo e coordinamento che modifica ed integra il precedente atto di indirizzo e coordinamento per l’attuazione dell’articolo 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale"

Decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1999, n. 348 "Regolamento recante norme tecniche concernenti gli studi di impatto ambientale per talune categorie di opere"

Circolare ministeriale 8 ottobre 1996, n. GAB/96/15326 "Principi e criteri di massima della valutazione di impatto ambientale"

Circolare ministeriale 7 ottobre 1996, n. GAB/96/15208 "Procedure di valutazione di impatto ambientale"

Legge 26 ottobre 1995, n. 447 – art. 8 "Legge quadro sull’inquinamento acustico"

Legge 22 febbraio 1994, n. 146 "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria"

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988 "Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 agosto 1988, n. 377"

Legge 8 luglio 1986, n. 349 – art. 6 "Istituzione del ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale"

Normativa Regionale

Legge Regionale 26 marzo 1999, n. 10 "Disciplina dei contenuti e delle procedure di valutazione d’impatto ambientale"

D.G.R. del Veneto 22 luglio 2008, n. 1998

Decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale"

D.G.R. 7 agosto 2007, n. 2649 "Entrata in vigore della Parte II del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Procedure per la valutazione ambientale strategica” (VAS), per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione integrata ambientale (IPPC)"

D.G.R. 8 agosto 2003, n. 2450 "Espletamento della procedura di V.I.A. di cui alla l.r. 26.03.1999, n. 10, e successive modifiche e integrazioni. Indirizzi alle strutture regionali"

D.G.R. 11 maggio 1999, n. 1624 "Modalità e criteri di attuazione delle procedure di VIA. Specifiche tecniche e primi sussidi operativi all’elaborazione degli studi di impatto ambientale"

Autorizzazioni inizio attività

Ecochem S.r.l. è in grado di seguire e supportare, dal punto di vista autorizzativo ambientale, qualsiasi attività produttiva nascente, che deve trasferire (le autorizzazioni ambientali sono sito specifiche) o potenziare la sua attività. Le dimensioni del nuovo progetto indirizzeranno gli esperti sulle pratiche e procedure da seguire, per ottenere le autorizzazioni e i pareri degli enti preposti.

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