Saggio di ecotossicità
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Saggio di ecotossicità

Il saggio di ecotossicità fornisce un’informazione riguardo al grado di tossicità ed, eventualmente, al valore di diluizione necessario affinché un effluente od uno scarico idrico risulti compatibile con la vita acquatica.Al termine del test, il campione viene classificato come “buono” o “inaccettabile”.L’analisi viene effettuata mettendo in contatto un numero noto di organismi con il campione a diluizioni diverse e in tempi noti; in seguito, si osservano gli effetti diretti in termini di mortalità o comportamenti anomali in caso di presenza di sostanze tossiche.I vari test si differenziano principalmente  in base al tipo di organismo che si decide di sottoporre a prova.
Daphnia magna
Microcrostaceo di acqua dolce molto sensibile agli agenti inquinanti. Nel test vengono fatte schiudere le uova di questo organismo (chiamate efippi) e utilizzati esemplari scelti uno ad uno, aventi determinate caratteristiche di vitalità. In questo tipo di test le daphnie vengono contate e osservate ad occhio nudo.  
Vibrio fisheri
Batterio marino caratteristico per la sue capacità di bioluminescenza che viene sfruttata per misurare la vitalità dell’organismo. In questo test si rivitalizza una coltura del batterio mantenuta in forma disidratata e preparata ad un numero preciso di batteri per millilitro. La coltura viene, quindi, iniettata in provette contenenti diluizioni diverse dell’acqua in esame e viene misurata, entro breve tempo, l’intensità di luce utilizzando uno spettrofotometro automatizzato
 

Pseudokirchneriella subcapitata  (ex Selenastrum capricornutum)

Microalga di acqua dolce utilizzata come bioindicatore di tossicità. Le colture disidratate vengono rivitalizzate e verificate in termini di densità per millilitro di cellula vitale. Le microalghe vengono quindi esposte all’acqua di scarico in esame a concentrazioni diverse e ne viene osservata la crescita ad intervalli di tempo regolari utilizzando uno spettrofotometro. A fine test viene calcolata la percentuale di inibizione di crescita rispetto alla coltura iniziale. Il test viene interamente condotto all’interno di cuvette particolari lunghe 10 cm.  
Danio rerio (ex Brachidanio rerio)
Conosciuto anche come Zebrafish, viene utilizzato come organismo modello nella ricerca. E’ un piccolo pesce d’acqua dolce che può essere usato per i test di tossicità acuta. Esemplari selezionati vengono suddivisi in gruppi e posti in vasche di esposizione mantenute a temperatura e illuminazione controllata. Una vasca con acqua pulita è tenuta tale come riferimento (bianco) mentre nelle altre viene versato il campione da testare in proporzioni note. A tempi regolari vengono osservate le alterazioni di comportamento o il numero di individui morti; queste osservazioni determinano, dopo opportuni calcoli, il tasso di tossicità dello scarico analizzato. Gli esemplari sopravvissuti ai test non possono essere riutilizzati per nuovi saggi.
Questo test può essere condotto anche con specie diverse. E’ possibile utilizzare, con le stesse modalità per il Danio rerio, anche il Guppio (Poecilia reticulata).  
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